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mercoledì 11 novembre 2015

"30 Denari" Bonarda Oltrepò Pavese Doc - Az. Agr. Brandolini Pietro

Azienda:            Azienda Agricola Brandolini Pietro
Vino:                 30 Denari – Bonarda dell’Oltrepò Pavese Doc
Vitigni:              Croatina 100%
Anno:                2012
Gradi:                13,5°
Fermentazione: Fermentato con lieviti selvaggi. Macerazione sulle bucce per almeno 8 giorni
Affinamento:   12 mesi in una botte costruita nel 1931 con legni di mandorlo e pesco ed in barriques di rovere francese

Se l’Oltrepò Pavese con i suoi vini spumanti metodo classico, è uno tra i poli più importanti per la bollicina Italiana, non sono certo da meno i suoi vini fermi, dove tradizione ed amore per la terra, rispecchiano fedelmente il terroir di appartenenza. Vicino ai classici vitigni per la spumantizzazione che hanno reso famosa questa parte di penisola, Croatina, Barbera, Riesling e tanti altri, hanno dato origine a tutta una serie di vini fermi di primissima qualità e di grande carattere. Ci troviamo a San Damiano al Colle in Provincia di Pavia, dove l’Azienda Agricola Brandolini Pietro coltiva le proprie uve e produce i propri vini con metodi tradizionali per avere un prodotto naturale e sincero, invecchiando le annate migliori in piccole botti di legno. E’ proprio questo stile inconfondibile a rendere i vini di questa zona nettamente riconoscibili, tramandando l’amore e la passione per questo lavoro, a chi oggi dirige l’azienda, con la consapevolezza di avere ereditato da nonno Pietro un qualcosa di veramente unico.
Unico come il vino che ho avuto la possibilità di degustare allo scorso Wine&Food Style di Cernobbio (CO) catturando la mia attenzione per lo strano nome, 30 Denari. Parlando con Riccardo, uno dei titolari dell’azienda insieme alla Sig.ra Vittorina la quale mi ha consigliato di degustare questo vino accompagnandolo con uno spiedino di frutta fresca (sono davvero curioso di fare questa curiosissima prova) ho scoperto la strana provenienza di questo nome. Lascio alle sue parole descrivere il perché dei 30 Denari.
Per tradizione vinifichiamo il Bonarda nella variante FERMA. Questo tipo di vinificazione è frutto della lavorazione artigianale che vogliamo mantenere per i nostri vini. Tuttavia, a volte, la natura 'tradisce' questa tradizione, dando un vino leggermente mosso che per questo prende il nome di '30 Denari'…. “
Di colore rosso granato intenso, questa Croatina in purezza, accarezza delicatamente il naso con sentori netti di bacche rosse selvatiche del sottobosco, intrigante tostatura,  accompagnata da tutta una serie di profumi terziari (cuoio, pelle e liquirizia tanto per intenderci) rendendo molto complesso il bouquet.  Di ottima struttura generale, il 30 Denari si fa sicuramente apprezzare per il suo gusto morbido, pieno e rotondo che di fatto avvolge tutto il cavo orale, non disprezzando di una buona sapidità e netta spalla acida rendendo il vino sicuramente bilanciato e ben equilibrato. E’ un vino davvero lungo, persistente, di grande spessore, e tutte queste qualità sono sottolineate nella retro-olfattiva dove le note di speziatura dolce, liquirizia e cioccolato (sono presenti anche eleganti note di caffè) concludono la degustazione di questo accattivante vino.
Terra che vai usanze che trovi. Non state tanto a pensarci con quali piatti abbinereste questo vino. E’ speciale con tutti i classici piatti della cucina dell’Oltrepò Pavese, con la selvaggina e con carni rosse di media cottura. Servitelo ad una temperatura di servizio di 18°C e godetevi tutto il sapore di una terra antica dalle mille tradizioni.

Filippo Franchini

martedì 9 giugno 2015

Radda in Chianti e Valtellina: territorio e vitigni a confronto

Durante la manifestazione Radda nel Bicchiere 2015, la suggestiva Sala del Podestà del Comune di Radda in Chianti è stato il centro di un’interessante confronto tra due zone Italiane dove il dogma principale è quello della produzione di vini di alta qualità. Da una parte la Valtellina, dall’ altra la zona del Chianti Classico di Radda,  espressioni diverse ma con tanti elementi in comune. Oratore della degustazione alla cieca il Dott. Armando Castagno che con sapiente semplicità, ha condotto tutti i presenti alla scoperta di questi territori attraverso l’elemento fondamentale che accomuna queste due zone d’Italia: il vino. Conoscere il territorio, saper valorizzare i vitigni in esso coltivati, sono stati gli elementi principali di questo stupendo viaggio, illustrando approfonditamente due realtà di sicura importanza nel palcoscenico vitivinicolo. Mentre il Chianti di Radda dove il territorio, mediamente situato a più di 400 metri s.l.m. è costituito da Alberese (calcare), Galestro (uno strato di argilla compatta), Macigno (composti sabbiosi) e formazioni miste (Alberese, Macigno e Galestro), in Valtellina la conformazione del terreno è tutta a base di Gneiss (di almeno 9 tipologie diverse), una roccia metamorfica scistosa che di fatto costituisce il territorio Valtellinese. E’ proprio questa conformazione a rendere unici i vini prodotti in questa zona, aventi come caratteristiche principali acidità e sapidità con profumi molti eleganti e netti. Altra caratteristica della Valtellina sono le scarse precipitazioni. Nonostante l’alto tasso di umidità, non piove molto, e le grandi escursioni termiche notte/giorno, permettono un’ottima concentrazione dei profumi nell’ uva.
Se l’uvaggio principale di Radda è senza dubbio il Sangiovese, in Valtellina ha grandissima importanza il Nebbiolo che in questa parte della Lombardia prende il nome di Chiavennasca. Ma come parlare della Valtellina senza indicare le sue importanti cinque zone di produzione ormai famose in tutto il mondo? Da ovest ad est eccole elencate sottolineando di ognuna particolarità e caratteristiche del vino in esse prodotto.
Maroggia dove si producono vini delicati ed eleganti delle volte sfuggenti ma senza dubbio riconoscibili. Sassella da molti considerata la zona migliore per la produzione di vino con i suoi tipici terrazzamenti, da vita a prodotti molto netti, decisi e potenti, dalla grande struttura. Grumello dove si producono vini molto delicati, contraddistinti da una grande morbidezza e dalla suprema eleganza, veri cavalli di razza dove lavanda ed iris sono i sentori principali. Inferno già il nome la dice lunga sulle caratteristiche territoriali e climatiche di questa parte di Valtellina. Difficoltà di lavorazione dei vigneti e tanto caldo sono le caratteristiche principali di questa zona dove le vendemmie vengono fatte (come nelle altre sottozone) rigorosamente a mano. Vigneti posti su pendenze incredibili e l’alta temperatura data anche dal riflesso del sole sulle rocce che affiorano dal terreno, fanno di questo territorio un vero girone Dantesco producendo però ottimi vini, molto alcolici ma di grande eleganza gusto-olfattiva. Ed infine Valgella, territorio leggermente più a est e distante dagli altri quattro, composto principalmente da piccole valli dove si produce un Chiavennasca dai sentori fini ed eleganti.
Ma in Valtellina non si produce solo Chiavennasca. Infatti vicino al vitigno più importante sono coltivati tutta una serie di uvaggi da non sottovalutare. La Rossola Nera (autoctono), la Pignola Valtellinese (conferisce al vino alcolicità), la Brugnola di Valtellina (deriva dal vitigno Fortana conferendo al vino sia acidità che colore senza però influire minimamente sull’alcolicità e sulla tannicità).
Per concludere questo affascinante percorso permettetemi di dedicare due parole al Dott. Armando Castagno, vero professionista e docente di indiscussa capacità, il tutto bagnato da quella semplice umiltà che lo rendono indubbiamente una vera icona nel mondo del vino riuscendo a tenere tutti i presenti incollati alle sedie per più di due ore. Shapò!

Di seguito i vini degustati alla cieca in rigoroso ordine di servizio:

1 - Valtellina Superiore Docg 2011 zona Grumello ed Inferno (100% Chiavennasca) Azienda: DIRUPI
2 - Chianti Classico Docg 2012 (90% Sangiovese, 10% altri autoctoni) Azienda: ISTINE
3 - Valtellina Superiore Docg 2011 zona Grumello (100% Chiavennasca) Azienda: ALBERTO MARSETTI
4 – Pian del Ciampolo, Chianti Classico Docg 2012 ( 90% Sangiovese, 5% Canaiolo, 5% Colorino) Azienda: MONTEVERTINE
5 - Valtellina Superiore Docg 2011 zona Inferno (100% Chiavennasca) Azienda: ALDO RAINOLDI
6 – Chianti Classico Docg 2012 (100% Sangiovese) Azienda: L’ERTA DI RADDA
7 – Chianti Classico Docg 2012 (100% Sangiovese) Azienda: POGGERINO
8 – Valtellina Superiore Docg 2011 zona Sassella (100% Chiavennasca) Azienda: ARPEPE
9 – Chianti Classico Docg 2012 (95% Sangiovese, 5% Canaiolo) Azienda: VAL DELLE CORTI.

Filippo Franchini